|
Corsi di Laurea Triennali
|
|
Informazioni relative all'iscrizione per il Corso di Laurea in Interclasse Lingue, Letterature straniere e Tecniche della Mediazione linguistica:
La scheda identificativa dello studente deve essere obbligatoriamente consegnata a partire dal 23 agosto 2010 e non oltre il 30 agosto 2010 presso la segreteria didattica stanza n. 103 o presso la segreteria del Dipartimento di Lingue stanza n. 152 dalle ore 9.00 alle ore 12.00 , poste al I piano della Facoltà.
|
|
|
|
|
Documento del Consiglio della Facoltà sul DDL Gelmini
Il Consiglio della Facoltà di
Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Messina, riunito in data
8-07-2010, all’unanimità, dopo aver valutato il disegno di legge Gelmini
attualmente all’esame del Parlamento,
EVIDENZIA
che con la sua approvazione sarebbero fortemente minacciate la centralità dell’università statale nel
sistema dell’istruzione pubblica, l’autonomia degli atenei, la stessa libertà
di ricerca e d’insegnamento;
REGISTRA
-la gravissima situazione
economica in cui versa l’Università italiana. Il taglio del FFO, insieme con il
limite sul riutilizzo del budget, incide gravemente sulla regolarità del turn
over, mette in crisi la trasmissione
dei saperi e la loro indispensabile
innovazione critica, spegne le legittime aspettative sul piano del reclutamento
e degli sviluppi delle carriere di quanti operano in Facoltà;
-il fatto che numerosi docenti nelle ultime settimane
hanno deciso di anticipare il pensionamento in seguito alle informazioni sui
contenuti della manovra finanziaria;
-la decisione presa in data
odierna dai ricercatori della Facoltà che hanno rifiutato l’accettazione di incarichi ufficiali
di insegnamento relativi all’anno accademico 2010-2011; in relazione a questa
decisione i docenti associati e ordinari della Facoltà hanno dichiarato di non assumere incarichi didattici che vadano oltre le attività
istituzionalmente previste;
ESPRIME
piena condivisione delle
motivazioni di protesta dei ricercatori contro il disegno di legge Gelmini, il
quale non prevede una precisa definizione del loro stato giuridico, non concede
alcun riconoscimento dell’attività didattica da essi svolta per decenni, né
prospetta avanzamenti nelle loro
carriere, penalizzandoli anzi rispetto ai ricercatori a tempo determinato;
MANIFESTA
la propria forte preoccupazione
per la programmazione didattica del prossimo anno accademico, la quale, senza
la partecipazione dei ricercatori, che nel corso dell’ultimo decennio hanno
dato un contributo fondamentale alla realizzazione dell’offerta formativa, rischia
di poter essere attivata solo parzialmente. Senza l’apporto dei ricercatori,
infatti, l’attivazione dei corsi, sia triennali sia magistrali, potrà risultare gravemente impoverita e in alcuni
casi non attuabile.
|
|
|
Facoltą
|
|
GRADUATORIA VALUTAZIONE TITOLI PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL CONFERIMENTO DI N. 1 CONTRATTO DI LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE (DIPARTIMENTO STUDI SULLA CIVILTA' MODERNA E LA TRADIZIONE CLASSICA)
Verbale 1 Verbale 2 con Graduatoria
|
|
|
|
|
VERBALE DI PROCEDURA DI
VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL CONFERIMENTO DI N. 1 CONTRATTO DI LAVORO
AUTONOMO OCCASIONALE NELL’AMBITO DEL PROGETTO PRIN 2007
FACOLTÁ di Lettere e Filosofia
DIPARTIMENTO di Storia e scienze umane
Leggi tutto
|
|
|
Eventi
|
 |
Il 23 marzo 2010, presso il Museo Centrale
della Marina Militare di San Pietroburgo, sull’incrociatore «Avrora», il
Direttore Andrei Lyalin, alla presenza del dott. Giorgio Mattioli, Addetto
Culturale dell’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, del dott.
Francesco Cimellaro, Addetto Economico e Commerciale del Consolato Generale
d’Italia, e rappresentanti del
mondo istituzionale ed accademico russo, ha presentato il saggio
storico-linguistico di Tatiana A.Ostakhova, «Abbiamo visto Messina ardere come una
fiaccola». I marinai russi raccontano il
terremoto del 28 dicembre 1908, nota conclusiva di L.Catalioto, ed. Leonida,
Reggio Calabria, 2009. La prof.
Ostakhova, docente di Lingua Russa presso la Facoltà di Lettere e Filosofia del
nostro Ateneo, ha in questa occasione posto le basi per una proficua
collaborazione tra l’Università di Messina, l’Università Statale di Bielorussia
e gli IIC delle Ambasciate di Mosca e San Pietroburgo, ottenendo il formale
impegno degli Addetti Culturali e dei rappresentanti di vari organi
accademici a sostenere il Progetto di
cooperazione e sviluppo culturale «ItaRus», promosso dal Comitato
Scientifico della Collana di Testi e
Studi Storici «Mare nostrum:
politica, economia, società e cultura» e coordinato dal Direttore della Collana
storica, prof. Luciano Catalioto, docente di Storia Medievale dell’Ateneo
messinese, e dal prof. Sergej Loguish,
Capocattedra di Linguistica Romanza presso l’Università Statale di
Bielorussia.
|
|
|
Eventi
|
|
Venerdì
4 dicembre 2009 si è svolta a Messina, presso l’Aula Magna della Facoltà di
Lettere e Filosofia, la Giornata
in memoria di Enrico Pispisa. Nel discorso di apertura il Preside della
Facoltà,Vincenzo Fera, ha chiarito
le ragioni della scelta del tema di questa giornata asserendo con
orgoglio centralità e valore scientifico della ricerca condotta dall’insigne
studioso messinese nell’ambito della Storia Medievale.
I brevi
interventi introduttivi del Direttore del Dipartimento di studi tardoantichi,
medievali e umanistici, Giulia Sfameni
Gasparro, di Gianvito Resta
e Girolamo Cotroneo hanno
ricordato con profonda ammirazione e commozione il collega e l’amico Enrico Pispisa
.
Con Ricordo
di Enrico Pispisa, Massimo Miglio (Presidente dell’Istituto Storico
Italiano per il Medioevo) ne ha evidenziato la scrittura storica aggiornata ed
elegante, frutto di «quella mente sgombra» su cui tanto insisteva Pispisa. Ciò
ha permesso la produzione di nuove riflessioni intorno a Federico II e al suo
rapporto col Regnum, la
rivalutazione della figura e del progetto politico di re Manfredi.
L’intervento di Salvatore Tramontana,
Enrico Pispisa: la sua vita con la storia, ha
ripercorso la formazione storica di Pispisa, marcatamente impregnata di letture
crociane e di autori quali (tra gli altri) Giorgio Falco. Questi autori
offrirono spunti metodologici che consentirono alla ricerca prevalentemente
filologica ed erudita di Pispisa (documentata nei suoi primi lavori), di
affiancare nuovi strumenti d’indagine finalizzati, attraverso la rilettura di
cronisti e testi letterari, a ricostruire coscienza e consapevolezza
che gli uomini del Medioevo avevano del loro presente. Dalle
grandi monografie ai piccoli contributi, la produzione di Pispisa è esemplare
anche sotto il profilo importantissimo della capacità comunicativa: lo storico
accorto non scrive per se stesso, ma per gli altri. Tramontana traccia così, attraverso
disamina e commento dei suoi lavori, una vera e propria «biografia culturale»
del medievista.
L’ultima relazione della mattinata ha visto
impegnato Pasquale Corsi sul tema Da
Siponto a Manfredonia: una questione ancora aperta, nella quale il relatore
propone una interessante riflessione critica sui propositi che spinsero re
Manfredi a rifondare la città di Siponto in altro luogo della Capitanata,
ribattezzandola Manfredonia. Nonostante l’impegno di ricerca su questo
importante snodo adriatico si trovi ancora in una posizione di stallo, Corsi ha
intuito che importanti indizi potrebbero derivare non soltanto dal possibile
incrocio delle testimonianze documentarie d’età sveva con quelle più tarde
d’età angioina, ma anche attraverso una più stretta collaborazione
interdisciplinare, mediante il confronto con i risultati ottenuti dalle
campagne archeologiche da poco avviate sul sito dell’antica Siponto e dell’area
marittima circostante.
I lavori del pomeriggio sono stati dedicati
interamente alle relazioni degli allievi di Pispisa.
Luciano Catalioto,
in Bartolomeo Varelli de Lentino: un vescovo ribelle tra Svevi e
Angioini, ha presentato un lavoro frutto di una meticolosa ricerca su fonti
archivistiche inedite relative alla complessa vicenda del vescovo di
Lipari-Patti Bartolomeo Varelli de
Lentino, svoltasi nel trentennio
in cui la Sicilia
fu al centro della disputa dinastica svevo-angioina prima e angioino-aragonese
poi. Giochi di forza tra Monarchia sveva e Santa Sede, ingerenze
dell’arcivescovato messinese, angherie di nobili locali, tendenze
autonomistiche della Civitas Pactarum, fino alle relazioni diplomatiche
dello stesso vescovo con la
Corte regia angioina fanno da sfondo all’energica opera di
revisione patrimoniale e recupero di pertinenze e privilegia del vescovo
Varelli.
Con la relazione dal titolo Nuove suggestioni
da una vexata quaestio: ancora una biografia di Ruggero II?,
Francesco Paolo Tocco propone,
attraverso un attento riesame dei principali studi incentrati sulla figura del
primo re di Sicilia, nuove e suggestive prospettive d’indagine. Passando in
rassegna (solo per citarne alcuni) l’idea di modernità del regno di Ruggero II
proposta da Caspar (1904), lo studio di Rizzitano (1973) che presenta – in
controtendenza con l’Europa medievale del tempo – un monarca tutt’altro che
ostile verso l’Islam, fino a Hubert
(1997) – il quale propone un personaggio culturalmente evoluto, che
esercita il suo potere in maniera affatto conforme agli altri sovrani del tempo
– Tocco sottolinea la necessità di approfondire gli studi sul versante africano
(trascurato e sottovalutato dalla storiografia sin ora edita) e sul ruolo che
quest’importantissima area geografica avrebbe giocato all’interno del complesso
e articolato progetto politico dell’Altavilla costantemente proiettato verso lo
scacchiere mediterraneo.
Elisa Vermiglio,
Ad fortunam et risicum maris et gentium. Scambi e commerci nel
Quattrocento messinese, ci riporta nella città del Faro, presentando una
popolazione cittadina che, attraverso il porto e antichi privilegi ad esso legati,
ha saputo inserirsi nei grandi traffici economici del Mediterraneo e del Mare
del Nord, producendo – in controtendenza con le teorie avanzate da Bresc –
ricchezza e generale benessere rintracciabile attraverso l’analisi dei
documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Messina.
A conclusione degli interventi, Vincenzo Fera ha onorato la figura dello storico
messinese leggendo e commentando brani tratti da Storia Medievale. Insegnamento
e Ricerca nella Facoltà di Lettere dell’Università di Messina nel secondo
dopoguerra, che effettivamente risulta essere l’Ultimo scritto di
Enrico Pispisa, indicato dal relatore quale testamento spirituale del
medievista scomparso. In questo scritto, Pispisa ripercorre la lenta e
difficile affermazione della scuola medievistica messinese, attraverso insigni
studiosi e maestri quali Giacinto Romano, Gaetano Salvemini, Eugenio Dupré,
Ruggero Moscati, Francesco Natale. Quest’ultimo, che fu maestro di Enrico
Pispisa, si legò inoltre a Gianvito Resta e Lucio Gambi, assimilando e
trasmettendo importanti linee di ricerca filologica e storiografica.
È spettato a Massimo Miglio trarre le Conclusioni
di questa giornata, il cui incontro presuppone un lavoro che non si conclude,
ma che – in riferimento alla ricerca di Pispisa - continua; ciò è emerso
chiaramente proprio nella seduta pomeridiana, dedicata a quegli allievi che
continuano con sensibilità diverse, le diverse percezioni storiografiche del
medievista messinese.
Si concludono così i lavori della giornata
in memoria di Enrico Pispisa; questi, come ha annunziato il Preside in
chiusura, confluiranno in una miscellanea in memoria promossa dalla Facoltà.
Ferdinando Zamblera
|
|
Read more...
|
| |
|
|
Eventi
|
|
Gli studenti dell’ Università di Messina protagonisti a Radio
Rai. Due dei loro progetti, infatti, sono stati selezionati nell’ambito del
concorso “Adotta un format”. Dopo la fase realizzativa presso il Centro di
Produzione RAI di Torino, entrambe le trasmissioni verranno trasmesse, a
settembre, da Radio 2. I vincitori sono Gaia Barcellona, Alessandra Calapà,
Serena Calabrò e Daniele Sofia, tutti del Corso di Laurea triennale in “Scienze
dell’Informazione: Editoria e Giornalismo” della Facoltà di Lettere e Filosofia
del nostro Ateneo.
Barcellona e Sofia hanno proposto il programma
“Rock’n’Goal – La musica… nella rete”, in cui hanno provato a scoprire qualcosa
in più sui background musicali di alcuni Paesi esteri e su come la musica entri
in contatto con l’universo del pallone, servendosi della “collaborazione” di
alcuni calciatori stranieri che militano nel campionato di Serie A.
Calapà e
Calabrò, invece, hanno scritto “Band Fuori Corso – Teorie e tecniche della
musica accademica”, andando alla ricerca di gruppi musicali emergenti nelle aule
delle diverse Università italiane. Oltre a presentarne il repertorio musicale,
hanno cercato di ricostruire il rapporto che esiste tra l’impegno universitario
e quello musicale di questi ragazzi.
Si chiude così nel migliore dei modi
l’esperienza di UniRAI, giunta alla terza edizione. Si tratta di un percorso di
formazione che, lo scorso mese di dicembre, aveva coinvolto una trentina di
studenti messinesi i quali, a Milano, avevano lavorato in aula con il Direttore
artistico del progetto, Sergio Fermentino, al fine di acquisire gli elementi di
conoscenza necessari per l'ideazione, l'elaborazione e la realizzazione di un
programma radiofonico.
|
|
|
|
|
Giornalismo e politica: seminario in Facoltà
In un’epoca in cui un giornalismo di carattere specialistico diviene strumento essenziale per veicolare informazioni in una società sempre più caratterizzata da contenuti generalisti, la rappresentazione mediatica del discorso politico e dei lavori parlamentari non può che essere legata a figure dotate di competenze specifiche, ma anche di una determinata etica professionale.L’intervento del dott. Francesco Lucio Bongarrà (responsabile del Servizio parlamentare dell’Ansa) al seminario “Giornalismo politico e parlamentare”, organizzato dal Corso di Laurea in “Scienze dell’Informazione: Editoria e Giornalismo”, è servito soprattutto per mettere in contatto gli studenti con le problematiche con cui i professionisti dell’informazione si confrontano nel dovere rendicontare quanto avviene all’interno dello spazio politico. L’incontro, la cui importanza è stata sottolineata in apertura dei lavori dagli interventi del Rettore, prof. Francesco Tomasello (che ha seguito con interesse tutti le relazioni), e del Preside della Facoltà, prof. Vincenzo Fera, ha assunto una grande valenza non soltanto per la presenza dell’illustre ospite, ma anche per gli importanti contributi offerti dai proff. Santi Fedele e Giusi Furnari Luvarà, i quali hanno saputo inquadrare il discorso del dott. Bongarrà in una cornice di riferimento storica e teorica assolutamente ben delineata. Assai stimolante, poi, il dibattito conclusivo, in cui gli studenti hanno confrontato quanto acquisito durante il percorso formativo con l’esperienza di chi è quotidianamente chiamato a confrontarsi con esigenze di carattere professionali. A conclusione, il prof. Mario Centorrino, in qualità di prorettore con delega alla comunicazione, ha voluto ricordare la figura di Maria Grazia Cutuli che, a suo giudizio, costituisce un simbolo ideale per coniugare l’entusiasmo dimostrato dagli studenti, le nozioni teoriche illustrate dai docenti e la necessità, messa in luce dal dott. Bongarrà, di svolgere questo mestiere con una grande professionalità
|
|
|